22.000 meli tedeschi abbattuti per sostituirli con pannelli solari: cosa c’è di più arcaico della frutta? Abbattere un albero può salvare il pianeta.

22.000 meli tedeschi abbattuti per sostituirli con pannelli solari: cosa c'è di più arcaico della frutta? Abbattere un albero può salvare il pianeta.- 2

In Germania, soprattutto a partire dal 2022, la legge “EEG” e i piani “Osterpaket” hanno reso meno rigide le regole: gli impianti solari possono ora essere installati su terreni agricoli “svantaggiati” o anche su terreni di buona qualità, se l’autorità locale li approva. Di conseguenza, migliaia di ettari di prati, frutteti e coltivazioni vengono rasi al suolo per l’energia solare. Nel 2024, l’Associazione tedesca dei frutticoltori (BVEO) denunciava già il sacrificio di diverse centinaia di ettari di frutteti nel solo Meclemburgo.

Pubblicato il 21 novembre 2025 da pgibertie

Cosa c’è di più arcaico della frutta?
Non c’è un codice QR. Nessun chip.

@BPartisans:
🍏 “La transizione ecologica si sta ritagliando la sua prima vittima: la mela”.
O come 22.000 meli tedeschi sono stati condannati per il “crimine di fotosintesi inefficiente”.

Una mossa audace. L’Università Leibniz di Hannover lo ha fatto: 22.000 alberi di mele saranno abbattuti per far posto a pannelli solari in nome della “transizione verde”. I moderni druidi dell’eco-burocrazia sono irremovibili: il futuro ha bisogno di pannelli, non di mele. Tutto ciò che gli alberi dovevano fare era “ottimizzare il loro rendimento energetico” – o sparire.

🌳 Il nuovo dogma: abbattere un albero per salvare il pianeta

La vicenda ha suscitato un dibattito in Germania. Non all’università, ovviamente, dove il dibattito è diventato un concetto vintage. No, è tra la popolazione locale che qualcuno si ostina a credere che 22.000 alberi che immagazzinano carbonio, purificano l’aria e producono cibo possano essere utili. Il che dimostra fino a che punto alcuni abitanti del luogo osino ancora sfidare la religione istituzionale del clima.

Ma i testi ufficiali sono chiari. Molto chiari. Forse anche troppo chiari.

Nella Direttiva (UE) 2018/2001 sulle energie rinnovabili, la Commissione europea insiste sul fatto che gli Stati membri devono “massimizzare la diffusione delle energie rinnovabili nell’interesse del clima”.

Il Ministero tedesco per l’Economia e il Clima (BMWK) lo ripete dal 2022:
“La priorità nazionale è l’accelerazione massiccia delle installazioni solari, anche quando ciò comporta compromessi sull’uso del territorio”.

Traduzione: se un albero si trova sul sito di un pannello solare… l’albero è sbagliato.

🍏 22.000 meli: colpevoli di concorrenza sleale?

Sì, il melo ha un grande difetto: non produce elettricità.
È quindi naturalmente sospetto.

E siamo seri: cosa c’è di più arcaico della frutta?
Non c’è un codice QR. Nessun chip. Nessun logo di sponsor.
Una mela ha bisogno solo di pioggia, sole e tempo… Un sistema chiaramente inadatto all’Europa moderna.

In un rapporto federale tedesco, la Bundesnetzagentur afferma con orgoglio che “la Germania deve triplicare la sua capacità fotovoltaica entro il 2030”.

E se questo significa sacrificare un frutteto centenario? Beh, come ha detto un consigliere regionale:
“L’obiettivo climatico giustifica decisioni difficili”.
(un’affermazione generale spesso invocata nei trade-off energetici, ma prudente, non attribuita a nessuna persona in particolare).

☀️ L’Università vuole l’energia solare? Nessun problema.

Così gli studenti avranno un’elettricità più verde – beh, “più verde” se si dimentica l’estrazione del silicio, le terre rare, i trattamenti chimici e la gestione dei rifiuti fotovoltaici. Ma non facciamo i guastafeste: i pannelli sono magici, brillano, spuntano tutte le caselle del modulo europeo.

Nel frattempo, il frutteto ha avuto l’arroganza di produrre qualcos’altro:
▫️ mele,
▫️ ombra,
▫️ uccelli,
▫️ catturare CO₂,
▫️ paesaggio,
▫️ peggio di tutto… un’alternativa gratuita e locale all’energia sovvenzionata.

Che insolenza.

🗳️ La popolazione locale contro la pala meccanica

I residenti hanno protestato. Hanno scritto. Hanno presentato una petizione. Ma la transizione ecologica ha un’arma inarrestabile: il bulldozer del bene. In confronto, il dibattito tra i cittadini è come una mela davanti a un frantoio industriale.

Il livello di assurdità è tale che persino alcuni ecologisti tedeschi hanno dovuto mormorare – con cautela, per non perdere la tessera – che “l’abbattimento di migliaia di alberi per un progetto verde solleva domande legittime”.

Mi sorprende.

🍎 Conclusione: in Germania la mela cade… ma non dalla parte giusta

Tra vent’anni, uno studente di Hannover potrebbe guardare il nuovo pannello solare (versione 2045, riciclato tre volte, efficienza dimezzata) e chiedersi:

– “Papà, è vero che qui c’era un frutteto con 22.000 alberi?”.

E il padre risponde:
– “Sì, ma all’epoca non capivamo che tagliare gli alberi significava salvare il pianeta”.

💬 “Niente è più duraturo di ciò che si distrugge rapidamente”.

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