Ciò che finora è stato costantemente ignorato dai tribunali tedeschi è ora ufficialmente sul tavolo di Karlsruhe – sulla base della strategia e delle analisi argomentative di NEXT LEVEL.
È stato presentato il reclamo costituzionale sull’obbligo di fornire prove del morbillo – con un’attenzione che non è da poco.
L’agente patogeno non è mai stato provato scientificamente
La stessa RKI ha dovuto ammettere per iscritto in una decisione dell’IFG del 28 maggio 2025: Non esistono controlli negativi per la coltivazione del virus o il sequenziamento del genoma. Una chiara violazione della linea guida 11 del DFG e della sezione 1 (2) dell’IfSG, che prescrive il lavoro scientifico.
E non è tutto
Il reclamo costituzionale dimostra che tutti e cinque gli studi RKI sul “virus del morbillo” non erano né controllati metodologicamente né in cieco, contrariamente ai requisiti vincolanti della Fondazione tedesca per la ricerca.
Il cosiddetto “effetto citopatico ” – un classico criterio “virale” – si verifica anche in campioni di controllo senza materiale virale. Persino Enders, Cohen e Magnus hanno dovuto ammetterlo nelle pubblicazioni originali sul “virus del morbillo”.
La notizia bomba: L’RKI giustifica la mancanza di controlli negativi sostenendo, tra l’altro, che “il sequenziamento del genoma ha già fornito la prova dell’esistenza del virus” – sebbene i documenti dell’RKI e il verbale del tribunale sul “processo sul virus del morbillo” chiariscano che i dati del genoma non sono una prova dell’agente patogeno. Una vera e propria autocontraddizione.
Tutto ciò è ora parte di un procedimento ufficiale sui diritti fondamentali a Karlsruhe (per il momento con il numero AR 3749/25). La questione dell’esistenza e della prova scientifica degli agenti patogeni è quindi per la prima volta nella storia davanti alla Corte costituzionale federale.
Gli aggiornamenti seguiranno esclusivamente su NEXT LEVEL.
Fonte: Canale Telegram di Next Level; sito web Next Level-Wissen neu gedacht





