In un articolo di revisione di Popov et al. del 2019, la microscopia elettronica (EM) viene descritta come uno dei metodi più importanti e più utilizzati per identificare e caratterizzare nuovi virus. Tuttavia, questa valutazione richiede una considerazione differenziata, in particolare per quanto riguarda la specificità dei risultati strutturali.
Di seguito sono riportate due micrografie elettroniche tratte da questo articolo riassuntivo.
Figura C:
Accumulo di virioni del virus Fako (diametro circa 45 nm) in una cellula C6/36 infettata.

Figura D:
Virioni (diametro circa 45 nm) del bannavirus (ceppo JKT-6423), genere Seadornavirus, sottofamiglia Sedoreovirinae, nel citoplasma di una cellula C6/36 infetta. Le punte di freccia indicano una sezione del nucleo cellulare. Scala = 100 nm.

Scienziati indipendenti del Virology Controls Studies Project hanno fornito a NEXT LEVEL immagini al microscopio elettronico di colture cellulari Vero-E6 per indagare in che misura l’impostazione sperimentale stessa provochi cambiamenti strutturali nelle cellule. Le immagini così ottenute dovevano essere utilizzate anche per analisi di immagini supportate dall’intelligenza artificiale e set di dati di addestramento. L’esperimento comprendeva una fase preparatoria in cui le cellule venivano scongelate e passate più volte fino a raggiungere uno stato stabile e morfologicamente irrilevante. A questa fase sono seguite due fasi sperimentali che si differenziavano solo per la concentrazione di siero fetale bovino (FBS) nel terreno di coltura.
La seguente micrografia elettronica proviene da una coltura di cellule Vero E6 trattate per cinque giorni con un terreno di crescita contenente il 10 % di FBS.

A prescindere dalle differenze tra le linee cellulari utilizzate (cellule C6/36 contro cellule Vero-E6) e dalle possibili deviazioni nelle dimensioni delle strutture osservate, nelle micrografie elettroniche si possono riconoscere particelle sferiche morfologicamente comparabili. Va sottolineato che alle colture cellulari Vero-E6 non è stato mai aggiunto “materiale virale”. Le strutture sferiche osservate sono quindi apparentemente solo il risultato del set-up sperimentale e delle condizioni di coltura cellulare. L’esperimento con le cellule Vero-E6 rappresenta quindi un classico ed essenziale esperimento di controllo negativo nella ricerca virologica. Illustra che le strutture simil-virali visibili al microscopio elettronico non possono essere interpretate di per sé come prova della presenza di un virus, ma devono sempre essere valutate nel contesto di controlli adeguati.
Tali esperimenti di controllo non vengono effettuati e documentati in modo coerente negli studi virologici, o non in modo sufficientemente sistematico. Di conseguenza, c’è il rischio che i risultati morfologici della microscopia elettronica vengano interpretati in modo errato e che gli artefatti strutturali o le strutture cellulari intrinseche vengano erroneamente interpretati come particelle virali.
Conclusioni: Questi risultati portano a mettere in discussione le precedenti conclusioni della virologia?
Ulteriori informazioni su questo e altri argomenti sono disponibili sulla piattaforma scientifica NEXT LEVEL – Wissen neu gedacht.





