Circa quarant’anni fa, mi sono imbattuto in un libro della scrittrice francese Anne Givaudan che parlava di un governo mondiale. Tutto ciò che veniva detto in questo libro, di un formato A4 non molto maneggevole, fu per me una rivelazione, ma anche un riconoscimento. Sentivo che era stata rivelata una verità su un piano mondiale che mirava a distruggere l’umanità e a impadronirsi del pianeta Terra.

Tuttavia, ciò che quel libro ha rivelato è che sarebbe troppo semplice pensare che se oggi esiste un governo mondiale, noi non ne siamo responsabili. Tutti noi siamo responsabili e lo abbiamo reso possibile, e a modo nostro abbiamo collaborato, perché l’umanità ha dimenticato il suo libero arbitrio e la sua dignità!
In quel libro si sottolineava che “finché una parte di noi rimarrà nella servitù della gleba, ci sarà un posto su questa terra per un’organizzazione come quella di cui siete testimoni. Le persone che formano il nucleo del governo mondiale sono il risultato delle vostre debolezze e oscurità. Traggono la loro forza dalla vostra incapacità di percepire la trama che si svolge su scala mondiale a causa della pigrizia e dell’infantilismo del processo di pensiero individuale”.
Se il governo mondiale è stato istituito da così tanto tempo, e se oggi ha raggiunto una fase aperta del suo sviluppo, è perché una parte di noi lo ha voluto così. È importante non “combatterlo” o “giudicarlo”, ma conoscerlo per non dire più SI all’inaccettabile, per non tendere più la mano a qualcosa che rifiutiamo nel profondo. Conoscere è sperimentare la fiducia, non quella cieca ma quella che non ignora ciò che accade; quella che, consapevole delle possibili manipolazioni, accetta di giocare la partita con le proprie carte e non con carte truccate.
Ciò che lessi allora, quarant’anni fa, è ora in piena luce e mi fa venire i brividi per la sua accuratezza. “… gli esseri di potere non cercano di toglierci la libertà fisica, sanno come creare epidemie, farci dubitare gli uni degli altri, istituire nuovi culti e mettere i vecchi al loro servizio…”. Cosa vi ricorda questo?
Bisogna però rendersi conto che la compiacenza dell’umanità sulla terra, la sua mancanza di consapevolezza e il suo caratteristico atteggiamento irresponsabile di lasciar fare e “fare per me, né mi interessa assumermi alcuna responsabilità” hanno reso possibile la nostra attuale servitù della gleba. Senza dubbio, ci viene insegnato cosa pensare, come comportarci, come obbedire, come accettare l’ingiustizia. Come i nostri governi e tutte le istituzioni possibili, che dovrebbero mirare al benessere comune attraverso ciò che è vantaggioso per tutti, in altre parole ciò che si ottiene con la cittadinanza, l’azione collettiva e la partecipazione attiva nel regno della politica e del servizio pubblico, stanno andando in una direzione completamente diversa, quella di ridurre le persone a essere sottomesse e credulone mentre prendono ogni decisione al posto nostro. Non per il nostro bene, ma per il beneficio di pochi.
Questi pochi sono esseri il cui ego è completamente al comando, ma sono simili a tutti noi. La loro presenza serve a migliorare la nostra maturità e a permettere finalmente che il nostro fantastico libero arbitrio venga utilizzato per questo processo di maturazione. Sfruttano la scarsissima resistenza fisica ed emotiva di un gran numero di persone e formano un’organizzazione dalla forma potente, con le ramificazioni di vasta portata che possiamo osservare oggi in ambito politico, scientifico, economico e persino religioso.
Non lasciamoci ingannare: abbiamo in noi gli stessi impulsi nocivi se e quando abbassiamo la guardia e risuoniamo con la loro “lunghezza d’onda”. È lì che questi esseri prendono la loro forza: nel nostro serbatoio energetico oscuro.
Come ognuno di noi, il Mondo porta con sé le radici del bene e del male, ma soprattutto, e senza dubbio, porta anche, al di là di questa dualità, la parola Amore con la lettera maiuscola. Per questo possiamo e dobbiamo smettere di alimentare i meccanismi sottili o meno sottili di questa macchinazione. Con la resistenza, non con la belligeranza, con la compassione, non con il giudizio, con la determinazione, non con l’indecisione. Se optiamo per la Luce, resistiamo al dominio psichico a cui siamo sottoposti inviando buone “vibrazioni”, innalzando la nostra “lunghezza d’onda” attraverso il pensiero positivo, attraverso sane pratiche quotidiane, compresa l’alimentazione, resistendo al richiamo di cibi deliberatamente alterati o contaminati. Soprattutto, dobbiamo resistere alla leva della paura che viene innescata di proposito attraverso le fake news che riguardano il clima, il denaro, la politica, i virus impiantati. La paura indebolisce il nostro sistema immunitario e smorza la nostra coscienza, generando nel contempo fortune colossali.





