La struttura a doppia elica del DNA: realtà o mito?

La struttura a doppia elica del DNA: realtà o mito?- 2

I libri di riferimento sostengono che la struttura del DNA è stata “dimostrata” nel 1953 da una pubblicazione di James Watson e Francis Crick. La famosa foto_51 è servita come base principale. Wikipedia afferma che: “La foto 51 è un diagramma di Laue del DNA scattato da Raymond Gosling, uno studente di dottorato della cristallografa a raggi X Rosalind Franklin, al King’s College nel maggio 1952[, che fu generato utilizzando la diffrazione dei raggi X. Fu di fondamentale importanza[2] per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA da parte di James Watson e Francis Crick[3] all’Università di Cambridge”.

Sulla base di questa foto, fu ipotizzata una certa struttura e da essa fu derivato il modello della doppia elica, rappresentato graficamente. Tuttavia, Watson e Crick non hanno mai osservato direttamente la doppia elica del DNA in una rappresentazione tridimensionale reale. In questo contesto, si pone la questione fondamentale di come si possa parlare di prova in questo caso, se si tratta principalmente di una modellizzazione sulla base di dati di misurazione indiretti.

Di seguito, si fa riferimento alle micrografie elettroniche di una pubblicazione del 2012 (numero 1) e di una pubblicazione del 2015 (numero 2).

La struttura a doppia elica del DNA: realtà o mito?- 3

Sulla base di queste immagini, ognuno può formarsi un giudizio personale sulla possibilità di riconoscere la struttura di una doppia elica con la sequenza postulata di nucleotidi e le quattro basi adenina, guanina, citosina e timina. A mio parere, in queste immagini non è possibile identificare alcuna struttura a doppia elica. L’interpretazione di una tale struttura in queste immagini mi sembra estremamente discutibile, soprattutto da un punto di vista scientifico.

Un altro aspetto importante che spesso non viene preso sufficientemente in considerazione, soprattutto nelle immagini al microscopio elettronico, è l’alterazione del campione di DNA dovuta alla necessaria preparazione del campione. Per consentire l’acquisizione di immagini al microscopio elettronico sono necessari processi chimici e fisici in più fasi. Ciò solleva una domanda centrale: Quali cambiamenti subisce il DNA in seguito a questa complessa preparazione del campione?

Un problema simile si presenta anche con la foto_51. Per produrre questa immagine, il DNA è stato irradiato con raggi X per un periodo di circa 62 ore. Anche in questo caso sorge una domanda cruciale: Quali cambiamenti strutturali o chimici sono stati causati nel DNA da questa irradiazione prolungata?

Un problema centrale della scienza di oggi è che molte ipotesi e modelli vengono presentati come fatti provati. Originariamente sviluppati come strumenti mentali per interpretare i dati, questi modelli vengono sempre più spesso trattati come fatti senza un esame critico.

Questo restringe il discorso scientifico: le ipotesi di base sono raramente esaminate, le spiegazioni alternative sono raramente considerate e le incertezze metodologiche sono spesso nascoste. Invece di un esame costante, si crea un consenso implicito che stabilizza i modelli esistenti senza esaminarli criticamente. Questo indebolisce la capacità della scienza di valutare realisticamente i propri presupposti e limiti.

Ciò è particolarmente evidente in virologia e genetica, dove molte ipotesi vengono presentate come certe, mentre vengono omessi esperimenti di controllo decisivi che permetterebbero di verificare o eventualmente confutare le ipotesi.

Ulteriori informazioni su questo e altri argomenti sono disponibili sulla piattaforma scientifica NEXT LEVEL – Wissen neu gedacht.

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