Uno studio appena pubblicato conclude che, data la rigogliosa vegetazione di diecimila anni fa, il contenuto di CO2 nell’atmosfera doveva essere significativamente più alto di quanto suggeriscono le carote di ghiaccio. Il livello di allora doveva quindi essere nella stessa gamma di oggi.
Fonte: Report24.news, Heinz Steiner, 16 novembre
Il discorso moderno sul clima si riduce a una semplice narrazione: le emissioni umane di CO2 come unico motore del cambiamento globale. Tuttavia, un recente studio intitolato“Historical CO2 Levels in periods of global Greening” (Livelli storici di CO2 in periodi di rinverdimento globale) di Frans J. Schrijver, pubblicato da SCC, ribalta in modo rigoroso questo pensiero velleitario. Anche 10.000 anni fa, all’inizio dell’Olocene, la Terra era apparentemente molto più verde di come la vediamo oggi, con oltre il 50% di copertura forestale in più. È quindi difficile che a quel tempo la CO2 fosse al livello di 280 ppm suggerito dalle carote di ghiaccio.
L’analisi mostra chiaramente che per ottenere questa crescita verde sono necessari livelli di CO2 almeno equivalenti all’attuale livello di 420 ppm. In altre parole: La natura non sarebbe stata in grado di produrre la densità di vegetazione che evidentemente raggiunse all’epoca con le presunte “basse” concentrazioni di CO2. Il ricercatore si basa sulla comprovata legge di Mitscherlich, che descrive la relazione tra la fertilizzazione di CO2, la disponibilità di acqua e nutrienti e l’effetto decrescente della CO2. Gli alti livelli di CO2 erano quindi una necessità fisica per la crescita osservata, non un’invenzione moderna.

La situazione diventa ancora più interessante se si considerano le emissioni naturali di CO2: Lo studio illustra che la Terra stessa ha quadruplicato il suo rilascio di CO2 dal 1750 – da 166 a 210 gigatonnellate di carbonio all’anno – mentre il contributo dell’uomo è rimasto relativamente basso, da 0 a 11 gigatonnellate. I pozzi globali di CO2 non distinguono comunque tra CO2 “naturale” e “antropogenica”. La Terra è sempre stata un sistema dinamico di CO2 in cui l’uomo rappresenta solo una piccola parte.
Quello che vediamo qui è più di un piccolo indizio statistico: è un colpo sistematico alla struttura narrativa degli allarmisti climatici. Il loro messaggio centrale – bassi livelli storici di CO2, aumento drammatico dovuto all’uomo – si rivela una costruzione che non regge né fisicamente né biologicamente. La Terra era verde, i livelli di CO2 erano alti e l’uomo non aveva praticamente alcuna influenza.





