Dopo 2 minuti di discussione, la Commissione Affari Sociali ha approvato la vaccinazione obbligatoria per gli assistenti e i residenti delle case di riposo.
Promemoria Il vaccino antinfluenzale aumenta il rischio di essere contagiati, aumenta l’escrezione del virus di 6 volte, non previene la trasmissione, non protegge dall’infezione, non riduce il tasso di mortalità o i ricoveri ospedalieri, non ha dimostrato la sua efficacia https://aimsib.org/2025/09/14/quelques-arguments-frappants-contre-lobligation-vaccina le-antigrippale/
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Pubblicato il 31 ottobre 2025 da pgibertie
Il deputato socialista Jérôme Guedj ha accolto con favore la “banalizzazione della vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari”, dopo “un lungo percorso”.
un sostituto rn ha fatto prendere in considerazione le contraddizioni mediche
Questa misura priva gli individui del loro libero arbitrio in materia di salute e viola l’articolo 5 della Convenzione internazionale di Oviedo: “Un intervento nel campo della salute può essere effettuato solo dopo che la persona interessata abbia dato il suo consenso libero e informato”. Soprattutto, potrebbe aprire la strada alla vaccinazione con mRNA contro l’influenza, anche se la vaccinazione contro Covid ha causato numerosi e gravi effetti collaterali. Partecipate, scrivete ai vostri parlamentari e firmate la petizione!
SILVANO TROTTA UFFICIALE
@silvano_trotta:
Mentre gli ignoranti vogliono rendere obbligatoria questa vaccinazione, un nuovo studio su larga scala condotto dalla Cleveland Clinic fa vacillare la fiducia nella campagna annuale di vaccinazione antinfluenzale. Sono stati esaminati più di 53.000 dipendenti, con un risultato che pochi vogliono sentire: la vaccinazione non ha protetto. Anzi, il contrario.
Sembra uno scherzo di cattivo gusto, ma è scritto nero su bianco in uno studio del prestigioso Cleveland Clinic System (USA):
su oltre 53.000 dipendenti esaminati, di cui l’82% era vaccinato, non è stata riscontrata alcuna protezione misurabile dal vaccino antinfluenzale nella stagione 2024/25 – e nei casi di elevata attività virale si è addirittura registrato un aumento del rischio di infezione.
Risultato statistico: efficacia del vaccino pari a -33%.
Ciò significa che le persone vaccinate hanno contratto l’influenza più frequentemente di quelle non vaccinate una volta che la stagione influenzale era ben avviata.
“Il rischio di contrarre l’influenza era significativamente più alto nelle persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate quando l’attività influenzale era elevata”, si legge nel testo originale (Hazard Ratio 1,33; 95% CI 1,07-1,64; p = 0,009).
L’incidenza cumulativa – cioè il numero di infezioni nel tempo – è aumentata più rapidamente nelle persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate.
Non si tratta di una sottigliezza statistica, ma di una realtà medica innegabile.






